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Umanità Europa Mondo n. 40

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Umanità Europa Mondo n. 39

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Manuale elettorale, maggio 2019


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Finanziamenti pubblici percepiti

RENDICONTO dei finanziamenti pubblici percepiti dall’Aitef Onlus Federazione Sardegna – Legge n. 124/2017
Da pubblicare sul sito istituzionale entro il 28 febbraio di ogni anno (per i contributi pubblici percepiti nell’anno precedente)
AITEF Sardegna codice fiscale n. 92011410922

DATA INCASSO al 31 dicembre 2018
SOMMA INCASSATA 71000 euro
NOMINATIVO SOGGETTO EROGATORE Regione Sardegna Assessorato Lavoro
CAUSALE Progetti e Attività Culturali per gli emigrati all’estesro

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Comunicato stampa 13.02.2019


INVITO
Il progetto “Formazione e assistenza alla creazione di impresa sociale per giovani immigrate”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del servizio civile nazionale, e sostenuto da Aitef Onlus e Rahama Onlus, è nella sua fase conclusiva.
Nato nel 2016, il progetto, in tre anni di ricerca, lavoro e sviluppo, muovendo le basi dall’Atlante dei fabbisogni della Regione Puglia e da continui e costanti contatti con i distretti socio-sanitari, i centri per l’impiego, i consultori, le parrocchie delle province di Bari e Bat, ha visto la realizzazione di quattro seminari che si sono tenuti a Bari, Modugno e San Ferdinando di Puglia. A seguito dei seminari previsti dal progetto, utili per stabilire validi contatti col territorio e con tutti i soggetti interessati (associazioni, immigrate, ecc.), la Rahma Onlus e l’Aitef Onlus hanno potuto organizzare i corsi di formazione nelle città di Bari e Barletta mentre a Spinazzola il corso è stato tenuto in videoconferenza. L’esperto corpo docente dei corsi, ai quali hanno partecipato giovani donne immigrate, ha elaborato preziose lezioni su numerose materie come Controllo e gestione di impresa, Informatica, Marketing e Comunicazione ecc.
Giunto alle sue battute finali, il progetto trova il suo ultimo e definitivo step nella costituzione di imprese o cooperative sociali.
Il 26 febbraio 2019, alle ore 10:30, in via Marco Partipilo n. 61, a Bari, si terrà il seminario di chiusura, nel quale verranno illustrate le attività svolte e saranno presentate le suddette imprese e/o cooperative sociali costituite.
Il progetto aspira a contribuire alla compensazione del dislivello tra l’offerta di strutture e servizi dedicati all’infanzia e l’offerta di strutture e servizi dedicate a disabili e anziani, aiutando contemporaneamente la popolazione residente nelle province di Bari e BAT di giovani donne immigrate tra i 18 e i 35 anni. Attraverso il sostegno alla creazione di imprese e cooperative sociali si vogliono aiutare le giovani donne immigrate a un inserimento lavorativo regolare, garantendo una stabilità professionale attraverso fondi e strumenti offerti dalla UE e dalla Regione Puglia, messi a disposizione per l’imprenditoria femminile e lo start-up. Le cooperative e/o imprese sociali costituite si occuperanno in special modo dei servizi di supporto ad anziani e disabili, aiutando a colmare la carenza dell’offerta pubblica saldando le maglie di un tessuto sociale troppo spesso dimenticato.

Interverranno all’incontro:

  • Giuseppe Abbati, presidente Aitef Onlus
  • Said Amori, presidente Rahma Onlus
  • Fabio Spilotros, coordinatore del progetto
  • Giuseppe Acquafredda, esperto economico-sociale
  • Pierluigi Introna, vicesindaco di Bari
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Convegno Napoli

Macroregione del Mediterraneo. Un sogno!
“LA NUOVA EUROPA e il premio Spinelli”

CONVEGNO DI NAPOLI

Sogniamo la Macroregione? No! Chiediamo che si faccia immediatamente! GRIDIAMO che abbiamo atteso troppo.Molti dormono! Sono ciechi, non vedono che siamo fermi.
La macroregione Alpina è stata realizzata in due anni, noi aspettiamo da sei anni.
Sono troppi, non possiamo indugiare; chiediamo alle Istituzioni di agire e sollecitare la nascita della macroregione del Mediterraneo che sposterà il baricentro verso il Sudper aiutarlo ad uscire dalla crisi, dalle discriminazioni, dai soprusi…indispensabile anche per ridurre l’immigrazione. Ricostruiamo i passi salienti:
già nel 2010 “la dichiarazione di Palermo”,“Uniti dal Mediterraneo”, sottoscritta da 20 Paesi,cioè: Algeria, Arabia Saudita, Bulgaria, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Giordania, Israele, Italia, Libano, Libia, Malta, Marocco, Palestina, Romania, Siria, Spagna, Tunisia, Turchia e insieme ai rappresentanti della Lega Araba e i rappresentanti della Commissione Ue, del Comitato delle Regioni, del Crpm (Conferenza delle regioni marittime);
nel 2011 le Commissioni del PE:Esteri, Sviluppo regionale, Cultura e Istruzione (del 2.3.2012 molto interessanti i suggerimenti);
infine, la risoluzione del Parlamento Europeo del giugno del 2012.
Molto interessante il parere del C.E.S.E “La macrostrategia per il Mediterraneo (suddivisa in due strategie subregionali, una per il Mediterraneo orientale e l’altra per quello occidentale) deve puntare a trasformare la regione in uno spazio veramente all’avanguardia in termini di scambi commerciali, turismo, civiltà, idee, innovazione, ricerca e istruzione, convertendola in una regione di pace ai fini dello sviluppo e della prosperità sociale…”
Il Parlamento europeo (il 3 luglio 2013) suggerisce alla Commissione di coordinare un processo di riflessione e di concertazione per le strategie macroregionali future, individuando ed elaborando una “mappa previsionale delle macroregioni europee”, frutto di un’ampia concertazione con le regioni e gli Stati membri interessati, priva di carattere vincolante e che potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali. Con riferimento all’area mediterranea, il Parlamento europeo sollecita la Commissione ad agire per l’attuazione di strategia macroregionale specifica, basandosi sull’esperienza, sulle risorse esistenti e sui risultati raggiunti dalle organizzazioni regionali esistenti ed associando i paesi terzi e le regioni interessati fin dalla fase di definizione della strategia, utilizzando a tale scopo lo strumento finanziario di vicinato e di partenariato. Ad avviso del Parlamento europeo, nell’area del Mediterraneo sono individuabili tre specifiche strategie macroregionali – Mediterraneo occidentale, Iniziativa adriatico-ionica e Mediterraneo orientale – e i principali interventi dovrebbero essere mirati alla cooperazione su progetti specifici e comprendere le reti energetiche, la cooperazione scientifica e l’innovazione, le reti per la cultura, l’istruzione e la formazione, il turismo, il commercio, la tutela ambientale, il trasporto marittimo sostenibile, la sicurezza marittima e la protezione dell’ambiente marino dall’inquinamento, dal sovrasfruttamento e dalla pesca illegale, attraverso la creazione di una rete integrata di sistemi di informazione e sorveglianza per le attività marittime, il rafforzamento della buona governance e una pubblica amministrazione efficiente, in modo da favorire la creazione di posti di lavoro.
Importante il regolamento 1082 del 2006 sui GECT, uno strumento ottimo per coinvolgere gli stati confinanti non solo per ottenere finanziamenti su grandi progetti, ma anche per avviare una politica macroregionale(molto poco utilizzato nel Sud).
Qualcosa si muove, fortunatamente; il sen. Pittella ha presentato una interrogazione che chiede tra l’altro:“quali misure, nelle more della costituzione della Macroregione del Mediterraneo Centro-Occidentale, si intendano mettere in atto al fine di veder coinvolto il nostro Paese e le sue imprese nella ideazione, progettazione e realizzazione delle infrastrutture di collegamento dei Paesi nordafricani con l’area europea, anche in considerazione della programmazione delle risorse dell’UE nel quadro delle grandi reti transeuropee”
Al Presidente Musumeci chiediamo di essere il protagonista e di dare il via a questa grande mobilitazione… Di essere in prima fila; noi lo seguiremo in questa azione che può significare il riscatto del Sud.
Siamo convinti che ci aiuterà ad uscire dalla crisi ed assisterà anche i Paesi dell’Africa.
Possiamo fermare il flusso migratorio? Non è possibile!
Possiamo dire no ad un bambino che è senza nessuno ed è solo?
Solo la Macroregione può ridurre il fenomeno dell’immigrazione sempre più numeroso, come le morti nel Mediterraneo.
Ora abbiamo bisogno anche di una diversa Europa.
Come Spinelli e gli altri padri fondatori dell’Ue, sogno la nuova Europa.
Questa non è quella che vogliamo.
Non possiamo più stare zitti, dobbiamo chiedere con forza il cambiamento: un Presidente eletto, una Europa federale, cioègli Stati uniti d’Europa.
Dobbiamo parlare con i giovani e spiegare perché c’è bisogno di Europa e che bisogna andare a votare e saper scegliere. È indispensabile un’Europa efficiente e democratica. Dobbiamo contrastare la logica di buttarla giù.Abbiamo assoluto bisogno d’Europa
La Cina sta invadendo il mondo; da soli non riusciamo a competere o a contrastarla.
Non facciamoci attrarre da facili promesse.
È vero,sognouna sola squadra europea alle Olimpiadi, così i giovani capiranno certamente di essere cittadini dell’Europa; sogno una solaambasciata nei vari paesi del mondo,cosìtutti comprenderanno chesiamo cittadini di una sola grande nazione.
Un sogno!Noi lavoriamo da 60 anni per realizzare l’Europa federale… speriamo che qualcuno, miope e egoista, non dissolva questo grande obiettivo: operare insieme per crescere, progredire e diventare uguali nel benessere, nell’amore e nella fraternità!
È un bellissimo sogno.
La Regione Sicilia deve mobilitarsi e chiedere subito la nascita della Macroregione del Mediterraneo e il collegamentocon l’Africa.
Tu puoi farlo diventare realtà! Chiediamo il rispetto degli impegni!
Ricordo Moro: “nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa o nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo”. Un’Europa come una “comunità allargata”, aperta alla collaborazione, alla solidarietà e al dialogo.
Moro era impegnato seriamente sulla questione meridionale.
Queste macroregioni potranno aiutare il Sud a diventare protagonisti!L’incontro tra Città, Regioni e popoli aiuterà a realizzare gemellaggi,Gect e a preparare l’Europa unita.
Il futuro dell’Italia è in Europa e nel Mediterraneo.
Sicuri di questo, abbiamo realizzato un Comitato ed oggi abbiamo costituito l’Associazione Europea del Mediterraneo.
Da Matera, città europea della cultura, e da Palermo,città italiana della Cultura, l’appello al riscatto del Mezzogiorno a realizzare gemellaggi tra città, Gect, le macroregioni del Tirreno e Mediterraneo per rafforzare la collaborazione e l’amicizia tra i popoli e la vera nascita dell’Europa federale per far crescere le nostre Comunità.
Un cammino non facile, ma impegnativo!
Non è un sogno! Se proseguiremo con l’entusiasmo,la passione e la capacità che abbiamo dimostrato in questi mesi, coinvolgendo Città e Regioni Europee, potremo vederlo realizzato!
Questo è il compito dell’Associazione che nasce oggi!
Ancora: la nuova iniziativa che il Veneto e la Lombardia, seguite dall’Emilia Romagna, hanno intrapreso, sulla base di quanto previsto dalla Costituzione, per ottenere maggiore autonomia e maggiori entrate ci deve indurre a operare di concerto. Perché le altre Regioni sono ferme?
L’Aiccre Puglia invita le Regioni, specie quelle del Sud, ad incontrarsi per avviare un’azione comune, non solo per chiedere maggiore autonomia (per non perdere altre occasioni di crescita), ma anche per sollecitare l’attuazione delle macroregioni del Mediterraneo, indispensabili per affrontare e risolvere molti problemi e tra i tanti quello migratorio! Programmare insieme e individuare le priorità!
Perché stare fermi se altri agiscono con spregiudicatezza e si mobilitano?
Un appello, quindi, all’ MFE e all’Aiccre a discutere e a diffondere la verità! È un impegno al qualenon possono sottrarsi.Devono subito coinvolgere i Presidenti delle Regioni, i Sindaci e gli iscritti ad operare per salvare l’Europa, la libertà e la democrazia!
Abbiamo bisogno di tutti per vincere, che significa Far rispettare gli impegni e affrontare seriamente il riscatto del Sud!!
Finora dimenticato! Trascurato umiliato!
È ora di dire basta! Abbiamo pari doveri e vogliamo pari diritti!

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Concorso Fotografico “Altiero Spinelli”

OBIETTIVO
Realizzare un concorso fotografico che racconti il punto di vista dei giovani riguardo all’Europa.
Ognuno di noi ha una differente percezione di cosa sia l’europa e di come essa possa essere un ulteriore strumento di unione e di partecipazione democratica.
I giovani d’Europa non sempre si sentono realmente cittadini europei.
La strategia dell’ue per i giovani ha cercato negli ultimi anni di incoraggiarli a partecipare al processo democratico e alla costruzione di una società europea multiculturale.
In questo sono stati molto utili i progetti erasmus+ che hanno promosso la cittadinanza attiva grazie al sostegno della mobilità internazionale dei giovani e degli youth workers.
Creare un contest fotografico dedicato ai giovani dai 16 ai 35 anni per descrivere ciò che per ognuno rappresenta l’europa vuol dire soprattutto portare i giovani ad interrogarsi su un argomento attraverso un metodo comunicativo a loro familiare: l’immagine.

TEMA
L’europa e come essa viene percepita dai giovani (scambio, partecipazione, confronto, collaborazione, ecc…).

A CHI CI RIVOLGIAMO
La partecipazione al concorso è aperta ai giovani tra i 16 e i 35 anni, studenti e youth workers di tutta europa.
Sono esclusi dalla gara i componenti della commissione giudicatrice e tutti i soggetti che a vario titolo collaborano alla organizzazione del concorso.
PREMI
1 posto “premio altiero spinelli” – gopro hero session
2 posto “premio altiero spinelli” – tablet fire hd 7, schermo hd da 7”, 16 gb
3 posto “premio altiero spinelli” – jbl go2 portable bluetooth speaker
Le fotografie pervenute saranno pubblicate anche su: www.aiccrepuglia.eu

SPECIFICHE TECNICHE
Le foto devono essere inviate in formato jpeg (.jpg) ad una risoluzione minima di 300 dpi solo ed esclusivamente per mail. Le fotografie non dovranno presentare la firma dell’autore né alcun segno di riconoscimento e dovranno essere inedite.

SCADENZE E PRESENTAZIONE
Le immagini potranno essere inviate a partire dalle ore 12.00 del giorno 1 ottobre fino alle ore 12.00 del giorno 1 novembre. La mail a cui inviare il materiale è: pov.europe@gmail.com

Le immagini non conformi alle specifiche non verranno prese in considerazione.

Prima di inviare la mail il candidato dovrà compilare la scheda di iscrizione disponibile a questo link: https://goo.gl/e4mig4 in cui inserire una descrizione esplicativa di cosa rappresenta l’immagine che sarà pubblicata in accompagnamento alla foto sulla pagina facebook.
Ogni partecipante deve inviare una mail contenente:
Nome e cognome del partecipante nell’oggetto della mail;
Massimo tre fotografie in allegato;
Liberatoria compilata e firmata in ogni sua parte (scaricabile a questo link https://goo.gl/peqg23).
Buona fortuna a tutti i partecipanti!

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Opportunità lavorativa

AVVISO IMPORTANTE PER CHI CERCA LAVORO
e vuole aderire alla costituzione di una impresa sociale o di una cooperativa:
Le giovani donne IMMIGRATE residente nelle Province di Bari e BATche vogliono lavorare devono contattare lo sportello:

  • rahmaonlus@gmail.com, aperto dalle ore 9.30 alle ore 13.00 in via De Ferraris n.65 Bari tel.3207132833 e/o 3468204870
    -aitefperilsociale@gmail.com, aitefpuglia@libero.it;in via Marco Partipilo n.61, Bari, dalle ore 09.00 alle ore 13.00 tel. 0805216124
    Possono accedere giovani immigrate di età compresa tra i 18 e 35 anni, domiciliate nelle province di Bari e Bat e in possesso del permesso di soggiorno.
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Intervento di Luigi Maria Vignali Direttore Generale

ROMA – Durante il dibattito sui servizi consolari, la riforma della pubblica amministrazione e la digitalizzazione dei servizi svoltosi presso l’Assemblea Plenaria del Cgie è intervenuto il direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Luigi Maria Vignali che ha sottolineato come “il tema dei servizi consolari sia il cuore stesso della rete consolare” che presta i suoi servizi ai 5.675.458 italiani iscritti negli schedari consolari.
Vignali ha constatato come in soli sei mesi dall’inizio del 2018 si sia riscontrato l’aumento dell’1,5% di nuovi iscritti consolari , con maggiore riscontro nelle città di Londra (3,5%), Buenos Aires (2%), San Paolo (più del 2%) e Parigi (2,5%). Ma il vero successo è stato ottenuto a Madrid con un più 5% di connazionali iscritti appena a metà anno . Vignali ha anche ricordato l’aumento del personale della rete diplomatica, 100 unità in più di personale a contratto, che è stato finanziato con 30% dei proventi della tassa di cittadinanza. “ Nel l 2017 – ha poi precisato Vignali – le pratiche di stato civile sono aumentate a 204.000 rispetto alle 199.000 del 2016, mentre i passaporti sono aumentati da 295.000 a 345.000 nel 2017. Il che lo considero un grande successo”. Il direttore generale ha inoltre ricordato come le pratiche di cittadinanza iure sanguinis siano passate delle 32mila nel 2016 a 41.200 nel 2017, mentre la cittadinanza per matrimonio è cresciuta da 6.100 nel 2016 a 8.300 nel 2017. Una tendenza che, per Vignali, evidenzia la capacità della rete di lavorare e di essere efficiente.
Una crescita esponenziale dei servizi richiesti che va affrontata e gestita attraverso l’innovazione tecnologia e in particolare con la digitalizzazione che semplifica le procedure e migliora l’efficienza della rete.In proposito Vignali ha segnalato l’importanza del portale Fast It con cui ci si può iscrivere all’Aire online e segnalare il cambio di indirizzo in caso di trasferimento, Un portale che in meno di un anno dalla sua attivazione ha oggi quasi 100.000 utenti registrati, 253.000 visitatori delle pagine informative e ben 4.000.000 di visualizzazioni. Il direttore generale ha poi parlato della ripartenza della distribuzione delle “macchinette” per la rilevazione delle impronte digitali. Attrezzature , trentacinque sono state già consegnate, che verranno date in dotazione ai consoli onorari, sostituendo nei grandi territori il funzionario itinerante.
Un altro esempio dell’innovazione digitale di cui si è palato è il portale PAGO PA, una piattaforma digitale, utilizzabile solo dai cittadini UE, creata per fornire un ulteriore servizio ai cittadini all’estero che devono pagare compensi alla pubblica amministrazione.
(Martina Boccalini – Inform)

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CONFERENZA CGIE Consiglio generale italiani all’estero

RELAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE MICHELE SCHIAVONE
Assemblea Plenaria – Roma 4-6 luglio 2018

Questa assemblea plenaria del nostro Consiglio Generale si colloca in uno scenario profondamente mutato rispetto a quelli incui abbiamo operato fino ad alcuni mesi fa, sia per gli avvicendamenti dei nostri più diretti interlocutori istituzionali che per le dinamiche innescate nel quadro internazionale ed europeo.
A tutti gli eletti al Parlamento, con speciale riferimento a quelli provenienti dalla Circoscrizione Estero, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai membri del suo Governo, con particolare riferimento al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Enzo Moavero Milanesi che – lo ricordo – è anche per legge il Presidente del CGIE, esprimo a nome di tutti noi un sincero augurio di buon lavoro nell’interesse del Paese e dell’Italia fuori d’Italia che noi rappresentiamo. Il Consiglio Generale è pronto a fare il suo dovere di collaborazione, proposta e controllo delle politiche adottate in particolar modo verso gli italiani all’estero, con la chiarezza dovuta a tutti i governi in carica e alle diverse maggioranze parlamentari, mettendo in primo piano gli interessi generali del Paese e quelli specifici delle nostre comunità all’estero. Pronti a sostenere fatti e proposte convincenti, e a nostro avviso positivi, ma anche pronti a chiedere cambiamenti di rotta o manifestare posizioni critiche quando ci sembrerà necessario per migliorare le cose, come abbiamo coerentemente fatto finora, cercando di raggiungere al nostro interno posizioni comunie armonizzare le nostre personali convinzioni culturali e politiche.
La rappresentanza degli italiani all’estero è stata conquistata dopo un lungo e faticoso percorso ed è stata difesa con impegno di chi vuole rimetterla in discussione. Siamo riusciti a reggere e ad aprire nuovi spazi, soprattutto perché abbiamo dimostrato a tutti i livelli che le istituzioni italiane possono interloquire con una rappresentanza di milioni di connazionali autonoma, attenta e sensibile a problemi e interessi delle nostre comunità, consapevoli delle potenzialità che esse possono esprimere.
In questo quadro, la prima cosa che chiediamo ai nuovi interlocutori istituzionali, prima dei necessari interventi su esigenze specifiche degli italiani all’estero, è una proiezione forte e credibile dell’Italia sul piano internazionale, un’immagine positiva del Paese che ci consenta di valorizzarne la presenza in ambito globale, una spinta all’internazionalizzazione utile a migliorare la situazione economica e sociale ed esaltare la funzione delle reti di promozione e associative che l’emigrazione italiana ha creato nel corso della sua storia ultrasecolare.L’Italia ha nel mondo una presenza crescente negli ultimi anni, consolidata e qualificata di milioni di persone, che in tempi di globalizzazione rappresenta una leva strategica essenziale per la proiezione dell’Italia all’estero. Chiediamo solo che la classe dirigente del nostro Paese, al quale dedichiamo volontariamente e gratuitamente le nostre energie e il nostro contributo, si renda conto dei vantaggi generali che derivano da questa situazione e agisca in modo coerente.
Nella formazione di governo compaiono, come sottosegretari agli affari esteri, anche due eletti al Parlamento italiano, anche nella Circoscrizione Estero: il Senatore Ricardo Merlo e l’Onorevole Guglielmo Picchi. Il Senatore Merlo, agli inizi del suo percorso politico-istituzionale, è stato anche Consigliere di nomina governativa del CGIE in rappresentanza di una formazione politica, quindi ne conosce dall’interno il valore democratico e le quattro funzioni istituzionali: conoscitiva, consultiva, propositiva e programmatoria. A entrambi rinnoviamo il nostro cordiale saluto e l’affettuoso augurio che il rapporto diretto con le nostre comunità possa tramutarsi in una costante opera di presentazione delle tematiche che riguardano il nostro mondo e di sollecitazione delle soluzioni per i problemi più acuti.
Anche a loro rivolgiamo la richiesta di mantenere sempre la visione generale del ruolo che gli italiani all’estero svolgono per l’Italia e per la promozione del suo sistema economico, sociale e culturale, come noi manteniamoquella linea riformatrice che con coraggio abbiamo perseguito da tempo e sulla quale stiamo insistendo in questa consiliatura del Consiglio Generale. Sono certo, dunque, caro Sottosegretario Merlo, che sapremo intrecciare i nostri sforzi per parlare degli italiani all’estero come una leva da usare nell’interesse prima di tutto dell’Italia.
Noi siamo i rappresentanti dei cittadini residenti all’estero e degli italo-discendenti, ma ci sentiamo anche custodi della storia e del patrimonio etico dell’emigrazione italiana, di quel popolo che in un secolo e mezzo ha conosciuto, oltre a Monongah, Marcinelle e Mattmark, anche i naufragi dell’Utopia, della Sirio, dell’Arandora Star e di tante altre carrette degli oceani. Alla luce della nostra esperienza di emigrati, siamo costretti a rilevare che il tema dell’accoglienza dei migranti è diventato in Europa e nel mondo un motivo di forte competizione politica.Le dinamiche che si sono innescate rischiano di incidere sulla difesa dei diritti umani e delle condizioni di mobilità entro le quali si deve esercitare ciò che Papa Francesco ha definito “il diritto di emigrare”, soprattutto in presenza di obiettive condizioni che inducano a farlo.
Un motivo di ulteriore preoccupazione riguarda il rischio che i nodi irrisolti dell’accoglienza dei migranti e il rifiuto della maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea di farsi carico dell’ospitalità dei rifugiati e dei richiedenti asilo che approdano nel nostro continente faccia saltare gli accordi sulla libertà di movimento raggiunti dopo decenni di trattative e di faticosi passi in avanti. Il fattore di maggiore coesione dell’Europa, dall’iniziale nucleo dei “Padri” fondatori all’attuale dimensione dei 28,è stata la mobilità del lavoro. Su di essa è stato costruito nel corso del tempo un modello di Welfare che ancora rappresenta il sistema di maggiore riconoscimento e tutela di diritti dei lavoratori mai realizzato al mondo. Non possiamo accettare che posizioni di opportunismo, di chiusura e in alcuni casi di pregiudiziale rigetto verso i migranti di oggi diventino il detonatore del sistemadi mobilità e di diritti che i migranti di ieri hanno realizzato con il loro lavoro, il loro sforzo di integrazione nelle realtà di insediamento, il loro spirito di partecipazione e di rispetto della democrazia. Per questo, “solidarietà” e “diritti” restano per noi le stelle polari verso cui continueremo a orientare le nostre azioni e, nello stesso tempo, criteri con cui valuteremo le strategie politiche che in tema di migranti saranno adottate dal nostro Governo e dagli altri partner europei.
All’inizio dell’ordine del giorno dei nostri lavori, ancora una volta abbiamo messo il tema del voto all’estero, perché ne abbiamo avuto un’ulteriore, recente verifica con le elezioni politiche del 4 marzo, ma soprattutto per riaffermare alcuni punti di orientamento generale e ribadire il nostro costante impegno ad un miglioramento delle procedure dirette ad assicurarne l’affidabilità. Siamo sconcertati e indignati per aver dovuto subìre ancora una volta, durante e dopo la tornata elettorale, una virulenta campagna tendente a equiparare il voto per corrispondenza a un esercizio di irregolarità, brogli e prevaricazioni. La modalità di voto per corrispondenza, adottata da molti altri Paesi, nel nostro caso specifico riguarda l’esercizio di un diritto primario di oltre tre milioni di cittadini, dispersi in oltre cento paesi del globo, aventi abitudini civili, culture partecipative e sistemi postali del tutto diversificati tra loro per efficienza e sicurezza. Che tuttavia si possa ridurre il sistema di voto per corrispondenza soltanto a brogli, reali o presunti, è una cosa assolutamente ingiusta e offensiva per il legislatore che l’ha incardinato nelle leggi, per l’Amministrazione che l’organizza, per il potere giudiziario che ne controlla e certifica gli esiti e, soprattutto, per centinaia di migliaia di cittadini che lo utilizzano per compiere democraticamente le loro scelte. A questo proposito, sento di dover ringraziare pubblicamente i funzionari della DGIT, il personale diplomatico e consolare e soprattutto il Direttore generale Luigi Maria Vignali per il grande e proficuo lavoro compiuto, volto a consentire l’esercizio di un diritto di cittadinanza in un quadro di legalità. In particolare, abbiamo apprezzato la determinazione e la puntualità con cui il Direttore Vignali si è pubblicamente esposto per difendere il sistema di voto corrente, spegnere le voci ingiustificate sulle scorrettezze, trasmettere all’autorità giudiziaria eventuali notizie di reato e tenere costantemente ancorate le cose ai centri di normale responsabilità. Con la stessa sincerità, devo aggiungere che non ho apprezzato altrettanto il fatto che nei passaggi politici e parlamentari postelettorali e anche in dichiarazioni di personalità politiche, il voto all’estero sia stato evocato solo con riferimento ai brogli, volutamente ignorando che esso ha prima di tutto realizzato il dettato costituzionale di dare “effettività” a un diritto primario di milioni di italiani, prima cittadini solo sulla carta.
Chi ha delle proposte le avanzi senza mandare messaggi negativi all’opinione pubblica e ci confronteremo seriamente, per migliorare le cose. Per quanto ci riguarda, lo stiamo facendo da tempo con indicazioni concrete e meditate,con la convinzione che la sostituzione del voto per corrispondenza con un diverso sistema, quale quello del voto diretto nei seggi, sarebbe inapplicabile nei paesi di grandi dimensioni territoriali e presenza capillare cittadini italiani; insostenibile da punto di vista organizzativo per un’amministrazione già ridotta allo stremo e letale sotto il profilo della partecipazione degli elettori.
Quando affronteremo lo specifico punto all’ordine del giorno parleremo delle nostre proposte migliorative, che vanno comunque accompagnate dallo sforzo straordinario dell’Amministrazione per assicurare le più adeguate condizioni di esercizio e di sicurezza del voto. Non siamo contrari a priori ad esplorare la possibilità di avvalerci nel futuro del voto elettronico a certe condizioni: che di siano i fondi necessari a coprire i costi di programmi a prova di hacker, se vogliamo evitare quanto si vocifera che sia successo alle elezioni politiche in altri paesi. Bisognerà anche semplificare le condizioni per l’assegnazione e la ricezione delle password e monitorare l’uso dei computer dai quali proverranno le manifestazioni di volontà. Con i tempi necessari per predisporre e sperimentare il sistema anche questo potrebbe diventare realtà. Fin dal suo primo mandato il CGIE ha considerato la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo come una leva strategica per la proiezione dell’Italia nella dimensione globale, superando la concezione di mero supporto assistenzialistico alle famiglie degli emigrati, prevalente quasi cinquant’anni fa. Negli ultimi anni su questo terreno si sono registrate anche importanti novità su diversi piani: normativo e regolamentare, di reperimento delle risorse, di metodologia di intervento.Partendo da quest’ultimo aspetto, consideriamo in modo positivo il fatto che la promozione del sistema Paese sia fatta sempre più consapevolmente in modo integrato con la promozione dalla lingua e della cultura italiana. Invitiamo a procedere in modo sempre più spedito su questa strada non solo a livello centrale, ma anche in sede territoriale, cercando di superare pratiche settorialistiche e la frammentazione degli interventi che in passato hanno portato alla polverizzazione delle risorse e alla scarsa incisività di risultati.
Su un altro tema per noi vitale, la creazione del Fondo quadriennale per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, dotato di ben 150 milioni, al suo secondo anno di applicazione, e la triennalizzazione del livello “storico” di 12 milioni per i corsi di lingua e cultura degli enti promotori, realizzata con la legge di Bilancio 2017, hanno posto le basi per consolidare l’intervento, dopo molti anni di ridimensionamento del pacchetto di risorse finanziarie destinate a questo scopo. Ad una condizione: che non scatti il consueto appello allo stato di necessità e al numero ristretto delle voci di spesa cosiddette “rimodulabili” all’interno del rigidissimo bilancio del MAECI e non si tocchi nemmeno un euro delle risorse destinate alla diffusione della nostra lingua e della cultura nel mondo. Si consideri, anzi, il livello dei 12 milioni per i corsi degli enti promotori non come un traguardo finale, ma come la base di ripartenza per un progressivo e ulteriore recupero degli standard del passato, anche per soddisfare le esigenze di innovazione che si sono manifestate in questo campo e il crescente uso di materiali online attraverso Convenzioni e Protocolli conclusi dalla DGSP con Consorzi di Università italiane specializzati nella didattica virtuale ed altri che garantiscono l’accertamento dei livelli di apprendimento.
Sul piano normativo, il Decreto applicativo sulla formazione italiana all’estero, che ha accolto largamente i suggerimenti migliorativi proposti a suo tempo dal CGIE, ha aggiornato il quadro regolamentare e attende di essere tradotto in termini amministrativi e procedurali nella nota circolare 13, della cui revisione proprio in questa sessione avremo un’adeguata informazione. Diamo atto di questo sforzo di aggiornamento e perfezionamento, ma non possiamo essere ancora tranquilli sul piano degli orientamenti generali né su quello della fluidità operativa del sistema di promozione della lingua e cultura italiana all’estero. Pende, infatti, un chiarimento sulla natura e l’autonomia degli enti promotori. Essi, nati su base comunitaria e con una funzione di servizio a beneficio delle famiglie degli emigrati, nei primi anni novanta sono stati indotti dal Ministero a trasformarsi in soggetti di diritto locale, con tutti gli obblighi che ne discendono di rispetto delle leggi del posto in cui operano. In sostanza, se ne richiede l’autonomia, anche laddove di fatto molti di essi vivono prevalentemente se non esclusivamente dei contributi ministeriali, spesso le regole cui gli enti devono attenersi in sede locale si differenziano e talvolta collidono con quelle che l’amministrazione italiana deve seguire.
In queste ultime settimane, abbiamo avuto esempi, nell’Europa comunitaria e nel resto del mondo, di enti costretti a dichiarare la propria liquidazione.
Vi sono poi persistenti preoccupazioni che riguardano la capacità del sistema centrale di far fronte in termini temporali, a causa del fitto reticolo amministrativo e dei controlli, alle esigenze di normale funzionamento degli enti che gestiscono all’estero la formazione italiana. Anche questo crediamo sia un tema da consegnare con urgenza, in sede di Governo e di Parlamento, a chi ha la responsabilità di riorganizzare la pubblica amministrazione. Sapendo che in questo modo, l’Italia non può affrontare la competizione linguistica che è in corso a livello internazionale.
Accenno, infine, anche ad un’altra questione, apparentemente minore ma nodale ai fini del buon funzionamento del sistema, di cui per altro parleremo affrontando il punto all’ordine del giorno. Il Decreto 64 ha sancito la divisione del personale comandato presso il MAECI, altamente qualificato, che presiedeva alla gestione amministrativa del sistema di promozione. Oggi, a fronte delle nominali 50 unità degli anni passati, ci troviamo con 23 funzionari che dovrebbero fare le stesse cose, in una prospettiva anzi di crescita e qualificazione dell’intervento. Chiediamo di discutere subito questa purtroppo ineludibile emergenza e di trovare soluzioni compatibili con le necessità degli operatori e degli utenti.
Quanto alla rete diplomatico-consolare, siamo costretti a reiterare la constatazione che persiste l’insufficienza del numero dei funzionari nelle Ambasciate,nei Consolati, negli Istituti di cultura, anche a cause dei tagli al bilancio del Ministero degli Affari Esteri. Il CGIE chiede di essere coinvolto nella definizione delle iniziative tese a ovviare a questa situazione e nella scelta dei criteri per le assegnazioni dei 150 impiegati di ruolo e delle 100 unità di personale da assumere in loco, per garantire una presenza adeguata nei Paesi di grande emigrazione italiana nonché in quelli fondamentali per la politica estera dell’Italia.
Nell’ultimo scorcio della precedente consiliatura il CGIE ha iniziato a dialogare con il Ministero del Lavoro in materia di nuova emigrazione, proponendo l’istituzione di un tavolo permanente CGIE, NinLav e Maeci per individuare misure di orientamento ai nuovi emigrati che riducano i rischi di marginalità e precarietà che riguardano ormai anche famiglie con figli al seguito. Ai fini della valorizzazione della presenza dei giovani italiani nel mondo il CGIE auspica lo sblocco del programma di formazione a cura del MinLav, fermo da circa 10 anni.
Il CGIE dedicherà una sessione delle prossime plenarie alla nuova mobilità e alle giovani generazioni, organizzando un convegno che sarà ospitato dalla città di Palermo.
A novembre del 2018 il CGIE realizzerà un convegno delle Donne italiane in Emigrazione, a vent’anni di distanza del primo seminario, incentrandolo sui tre punti della Leadership e rappresentanza; Donne in movimento: nuove professionalità o antichi mestieri. Successivamente il CGIE parteciperà ad un Convegno sul turismo culturale e di ritorno organizzato dalla Regione Lucania, nel corso del quale i Consiglieri del CGIE saranno nominati Ambasciatori della città di Matera, città della cultura europea per il 2019.
Abbiamo avviato i lavori preparatori alla celebrazione dell’Assemblea Plenaria della Conferenza permanente Stato Regioni Province Autonome CGIE, che dovrà essere convocata dal Presidente del Consiglio per definire le politiche per gli italiani all’estro nel prossimo triennio.
Infine, a un quarto di secolo di distanza dall’ultima Conferenza sull’Informazione, il CGIE sta preparando una Conferenza dell’Informazione e Comunicazione per gli italiani all’estero anche per sottolineare la necessità che siano riconosciuti e sostenuti i nuovi modi in cui le notizie possono essere trasmesseagli italiani nel mondo attraverso gli strumenti elettronici.
Infine, tenendo conto della calendarizzazione delle Elezioni europee, il CGIE si farà promotore della terza riunione dell’Europa in movimento che raccoglie tutti gli organismi omologhi al nostro per definire l’ampliamento e la fruizione delle politiche e delle iniziative europee a tutti i cittadini italiani e degli altri Paesi della Unione Europea ovunque vivano nel mondo.
Abbiamo molto da fare e siamo convinti che questo nuovo CGIE, in tutta umiltà, sia pronto ad affrontare le sfide che ci attendono con intelligenza, correttezza e pragmaticità, con l’aiuto di tutti gli stake-holders dell’emigrazione, istituzionali, pubblici, privati e diretti interessati.
Diamo inizio ai lavori. Grazie.

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