Perchè L’Europa è continuamente oggetto di critiche?

Perchè L’Europa è continuamente oggetto di critiche?

Siamo presenti davanti all’unificazione del Occidente sotto la guida della grande potenza mondiale. Dopo l’11 settembre 2001, nell’Occidente non ce molto spazio alle diverse opinioni e alternative. Viviamo in un ordine globale, dove regge il diritto del più forte. Migliorerà, resterà cosi o la situazione peggiorerà dopo la vittoria di Donald Trump? Come l’UE affronterà a queste sfide globali? Cosa succederà dopo la Brexit e le elezioni presidenziali in Francia e Germania? Chi sarà il garante della pace, della democrazia, delle società multiculturali, dei diritti dell’uomo, della creazione dei ponti tra la gente e popoli, se l’Europa non saprà affrontare i populismi, il terrorismo, l’immigrazione incontrollata, la sicurezza dei cittadini e posizionarsi in modo adeguato al livello internazionale? Come salvaguardare e sviluppare le capacità di accogliere e integrare culture diverse in uno scenario globale dove la guerra non rappresenta più soltanto un’ espressione della politica, ma diventa un fattore fondamentale per creare nuove politiche. Il Nuovo ordine mondiale non ha più il bisogno di giustificare i propri comportamenti, perchè come dice, sta dalla parte del ‘Bene assoluto’. In questo contesto globale, si diffonde sempre di più una frammentazione delle nostre società, aumentano i conflitti tra la gente, gruppi etnici, stati e religioni; milioni di persone sono costrette a lasciare le proprie case. Come conseguenza di tutto questo abbiamo il caos, la crescita dell’ odio e populismo, l’aumento dei terroristi, costruzioni di nuove barriere tra la gente, popoli e religioni. Nel frattempo in Europa, nessuno ha il coraggio di prendere la propria parte di responsabilità per la demolizione degli stati sovrani. L’opinione pubblica in Europa e’ impaurita, e quindi pronta ad accetare ogni tipo di attività preventiva.Il processo di disintegrazione sta prendendo una velocita’ che fa paura. Ma questo declino è reversibile?

Per capire meglio cosa stà succededo oggi con la crisi migratoria nell’UE, con i populismi e le manovre militari , e’ importante capire quello che stanno parlando e facendo i poteri forti. Tra l’altro bisogna ascoltare p.e. le parole del ex segretario di Stato degli Stati Uniti la sig.ra Hillary Clinton, quando rilasciò un’intervista a Jeffrey Goldberg ( The Atlantic ). «È stato un fallimento“, disse la Hillary, „Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, secolaristi ed altri. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi“. La Hillary confessa; „quello che oggi viene ritenuto il ‘male assoluto’, è in realtà una nostra creatura. Joe Biden-l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, quando ottiene una relazione all’Università di Harvard davanti un pubblico molto qualificato, tra l’altro disse: “Il problema principale dei nostri alleati; la Turchia, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che hanno investito milioni di $ e migliaia di tonnellate alle armi distribuite a tutti coloro che desiderano rovesciare Bashar al-Assad. Una quantità enorme di armi e denaro che è andato nelle mani di estremisti”. Nel 2007 il generale americano Wesley Clark (ex comandante delle forze NATO) in un’intervista televisiva, tra l’altro disse:” Di nuovo ho visitato il mio collega generale presso il Ministero della Difesa nel 2001. Ho fatto la domanda; “Abbiamo davvero intenzione di andare in Iraq”? Lui rispose; “E’ molto peggio, vedi questo documento che ho ricevuto dal nostro Ministero; nei prossimi anni dobbiamo sistemare le cose in Iraq, Libano, Libia, Siria, Sudan, Somalia ed infine – in Iran. Quindi, alcune decisioni chiave che ora hanno un collegamento diretto con la crisi migratoria in Europa, il terrorismo e l’avanzamento dei partiti nazionalisti e populisti nell’Unione, sono state approvate molti anni fà. Anche il senatore americano Rand Paul confessa;“I falchi nel nostro partito hanno fornito indiscriminatamente armi agli estremisti. Sono stati loro a creare questa gente”. Senza prendere in cosiderazione questi fatti, non è possibile raggiungere ad un consenso politico nell’UE verso la politica migratoria, la sicurezza europea e come affrontare il terrorismo e populismo.Dott. Rayed Krimly – ambasciatore della A. Saudita, ha definito il terrorismo come “un prodotto di moderne ideologie politiche e gruppi che mirano al potere“.

Tempo fa, la Francia rappresentava un paese che ha ottenuto molto successo nell’integrazione degli stranieri; Italiani, Spagnoli, Portoghesi, Polacchi, delle ex colonie francesi ed altri, anche nel periodo dopo la seconda guerra mondiale. Purtroppo oggi, il processo di integrazione nella società multiculturale francese (e non solo quella francese), non funziona come prima. La Francia è oggi nota per una crescente lacerazione interna della società. Perchè questo sta succedendo anche alla terza generazione dei cittadini francesi, nati in Francia, parlano il francese…, però non si sentono appartenenti alla cultura occidentale?
Una ricerca sociologica del 1996 (dr. D. Sekulić), identificò cinque componenti rilevanti della società croata: l’atteggiamento conservativo, il liberalismo economico, il nazionalismo, l’autoritarismo e l’antiliberalismo. Dalle ricerche successive, risulta che nel periodo di transizione, emerge un’ incidenza significativa dell’elemento autoritario, che va a braccetto con il nazionalismo. Se osserviamo i cambiamenti negli orientamenti valoriali avvenuti nel corso degli anni, come afferma il professore D. Sekulić con i suoi collaboratori nel suo lavoro “Quadro sociale e sistema dei valori” nel 2012, possiamo notare alcune conclusioni interessanti. Per quanto riguarda i risultati antecendenti il 2004, è dato concludere che nel rapporto tra autoritarismo e liberalismo ci sia un gap. Lo stesso non vale per i risultati ottenuti dopo il 2010, quando il liberalismo e l’autoritarismo entrano entrambi a pieno titolo nella “famiglia del tradizionalismo”. Si pone la domanda; ma questo fatto che cosa comporta alla quotidianità della società e della politica ? Nel frattempo è aumetata l’esclusivita’ nazionale. Dopo la frantumazione del sistema socialista, in Croazia succedono cambiameni radicali. In un primo momento questi cambiamenti avvenirono in nome della modernizzazione e della riscoperta dei valori tradizionali, ma con il passare del tempo é prevalsa quest’ultima in tutti suoi aspetti inerenti all’identità politica. L’esperienza maturata con il liberalismo nella forma praticata da chi governò il Paese dal 1991 fino al 2010, con una breve interruzione nel mandato del governo di coalizione di centrosinistra (2000 – 2003), stando ai risultati della ricerca, avrebbe portato a una costante erosione dei valori della modernità durante lo svolgimento dei processi di privatizzazione. Parallelamente alla reduzione del sostegno ai valori liberal-democratici e socialdemocratici, si verificò un aumento della fiducia verso l’autoritarismo. A conclusioni simili è giunto anche il prof. Josip Županov nelle sue ricerche. Županov tra l’altro scrisse:” L’antiprofessionalita’ gioca un ruolo molto importante nella societa’ croata”. Quindi la societa’ croata oggi non è politicamente determinata dall’esistenza di due poli contraposti. In base ai risultati di una ricerca sociologica nel 2014 (D. Sekulić), la “sinistra” e la “destra” ragionanno più o meno allo stesso modo quando si tratta delle questioni sociali e economici. Le opinioni si distinguono per quanto riguarda il nazionalismo e alcune (non tanto significative) diferenze verso la religione. Una ricerca condotta alcuni mesi fà su un campione di 602 adulti cittadini croati, risulta così: Solo per un minor numero dei cittadini l’ immigrati non rappresentano una minaccia (19%). Rappresentano una minaccia – non molto grave, pensa il 29% degli intervistati. Rappresenta una minaccia maggiore, così pensa il 20%. E’una minaccia enorme”, pensa il 23% dei cittadini intervistati. Senza opinione – 9%.

Nel 2015, L’Assemblea della Regione Istriana, approva la „Dichiarazione sul diritto alla liberta’ di circolazione delle persone e delle merci, contro le barriere di filo spinato“. Con questo documento, la Regione Istriana condanna la decisione del Governo della Repubblica di Slovenia e la collocazione del filo spinato sul confine fra la Croazia e la Slovenia, in particolare in Istria. Nel documento tra l’altro si dice: „I cittadini dell’Istria, come pure quelli delle altre zone di confine non approvano la collocazione di barriere di filo spinato, perché quest’atto mette in pericolo la loro sicurezza e i diritti umani fondamentali. Il filo spinato non appartiene all’Europa unita, non è caratteristico dell’area europea, degli usi e delle culture europee. La tutela del confine fra la Repubblica di Croazia e la Repubblica di Slovenia è un problema comune, indipendentemente dal fatto che ogni stato abbia l’obbligo di tutelare i suoi confini“.

Dopo gli attacchi terroristici di Madrid (2003), Londra (2005) , Parigi (2014, 2016), Nizza (2016), Berlino (2016)…in Europa si parla sempre più di una crisi profonda delle società multiculturali. Alcuni sono convinti che la magior parte dei problemi provengono dalle c. d. “società parallele”, cioè da quella gente che non riesce (o non vuole?) integrarsi nelle società occidentali. In questo modo si cerca di nascondere una parte di responsabilità della politica negli interventi militari? Sappiamo benissimo che i valori umani non sono conessi all’appartenenza etnica o religiosa. E poi non basta solamente proclamare la laicità dello stato; bisogna aver corraggio di protegerlo con determinazione. La laicità non significa l’abolizione delle tradizioni nazionali e dei valori umani; la solidarieta’ verso i poveri, la lotta contro la discriminazione delle donne, la compassione…, bensìoffre la possibilità di un libero sviluppo e libertà per tutte le religioni e tradizioni, per poter costruire legami veri di amicizia tra la gente e popoli. La laicità rappresenta un baluardo contro i fondamentalismi, il terrorismo ed i regimi totalitari. Uno degli strumenti per prevenire nuove divisioni e conflitti nelle società multiculturali europee, è l’educazione interculturale. Abbiamo bisogno di una formazione di qualità in materia d’ istruzione e di democrazia, dov’è fondamentale rispettare e affermare l’identità culturale dell’altro, per ridurre i pregiudizi nei loro confronti. Ė un fattore importante per costruire i ponti tra la gente e popoli. La base fondamentale è lo sviluppo del pensiero critico. Però si pone la domanda: non e’ forse tropo tardi per la realizzazione di questi obiettivi? I populisti e terroristi stanno avanzando perchè la gente crede sempre meno ai politici, alle istituzioni e partiti tradizionali.Per esempio, dieci anni fà la Germania e la Spagna avevano un livello di disoccupazione analogo. Oggi il tasso di disoccupazione in Spagna è cinque volte superiore a quello tedesco. Nessuno sa davvero come colmare la distanza tra il centro dell’Europa, ricco e potente, e le sue periferie impoverite. Perchè succedono queste cose nell’UE? La risposta e semplice. Oggi alcune decisioni fondamentali vengono prese dalla Bce, dal Fondo monetario internazionale e dalle multinazionali, con un contributo simbolico da parte del Consiglio europeo ed il Parlamento europeo, in cui siedono i rappresentanti democraticamente eletti. Per i populisti lo Stato nazionale è responsabile alla sicurezza interna e alla protezione dalle minacce esterne. Credono che l’unica soluzione è rafforzare le frontiere nazionali e isolarsi da un mondo che, come dicono, a causa della globalizzazione, appare sempre più minaccioso. I populisti giocano con la paura dello straniero e dello sconosciuto. Non stanno in u rapporto normale con la società moderna, dove si moltiplicano le appartenenze etniche e religiose. Cosa sucederà se i partiti nazionalisti cominceranno a vincere alle elezioni presidenziali e parlamentari nell’UE? Cosa restera’ dell’ UE ideata e creata dai democristiani (centro destra) e socialisti (centro sinistra) ? Quali sono i nuovi possibili scenari?Può l’Europa riprendere il cammino dell’integrazione sotto l’egida dell’ EU? Se l’Europa potrebbe fallire, in quel caso non ci sarebbe più nessuna UE. Martin Schultz (SPD), ex presidente del Parlamento europeo, nel suo libro „ Il Gigante incatenato-ultima opportunita per l’Europa“, tra l’altro scrisse;“ Se l’Europa naufraga, è perché ha commesso degli errori. Sono molte le cause che potrebbero determinare la sua fine: le sedicenti élite europee che hanno deposto le armi; gli speculatori che hanno ceduto all’avidità; le banche e le grandi imprese che non pensano più a una crescita sostenibile e di lungo periodo ma a esorbitanti guadagni immediati; i politici che mirano solo alla prossima tornata elettorale e non si preoccupano delle conseguenze delle loro azioni. Ma l’Europa potrebbe anche fallire perché coloro che in teoria dovrebbero essere i suoi portavoce più preparati parlano dell’UE in termini fuorvianti e menzogneri. L’Europa è continuamente oggetto di critiche, non da ultimo perché molti dei miei colleghi sono veri professionisti di uno sport che chiamo „blame game“, ovvero ‘gioco della colpa’.
Drago Kraljević– sociologo di Buie ( Croazia)
(Ex Ambasciatore della Repubblica di Croazia in Italia)
Buie, settembre 2017

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