Mediterraneo Una strategia per il Mediterraneo

Mediterraneo Una strategia per il Mediterraneo

Aiccre Fiera del Levante 12.09.2017

Una macroregione è un raggruppamento di entità subnazionali (enti locali e regionali), un territorio comprendente più paesi o regioni, con una o più caratteristiche o sfide comuni, che decidono di riunirsi per cooperare su questioni di interesse comune. Il Congresso è convinto che tale tipo di cooperazione possa dare valore aggiunto in termini di coesione sociale e territoriale e di stabilità democratica.

. I vantaggi potenziali sono molteplici. Le economie di scala consentono ai pubblici poteri di svolgere più efficacemente i loro compiti, di migliorare i servizi pubblici e di conseguenza anche la qualità della vita dei cittadini. Le macroregioni possono innalzare il livello dello sviluppo sociale ed economico, e in tal modo creano nuove opportunità in termini di occupazione e di cultura per i cittadini, e accrescono la creatività e la produttività, migliorando al contempo i rapporti di buon vicinato e la comprensione tra i popoli.
— Macroregione Mediterranea.
Ecco il nuovo continente degli affari (e non solo)
— Mediterraneo torna a essere crocevia del mondo
—
Macroregione del Sud

— Juncker: Accoglienza… EUROPA

MEDITERRANEO
— L’evoluzione delle strategie macroregionali dell’UE: pratiche attuali e prospettive future,
in particolare nel Mediterraneo.

Commissione per lo sviluppo regionale
27 giugno 2012

— Che rappresenta il 15% del PIL mondiale, in un bacino che può contare su 535 milioni di persone, il 7,1% della popolazione globale e che accrescerà ulteriormente il suo peso da qui al 2040 sia negli indicatori demografici sia – si insiste nella ricerca – nel valore degli affari, anche grazie a un potere d’acquisto crescente.
— Oxford Economics: «se l’area Mediterranea fosse un paese unico sarebbe oggi la seconda potenza mondiale, preceduta solo dagli Stati Uniti il cui Pil rappresenta il 22% dell’economia globale e che ha un valore stimato di oltre 19, 2 trillioni di dollari, e precederebbe seppur di poco anche un rivale come la Cina»

Obiettivi della macrostrategia per il Mediterraneo C.E.S.E.
conseguire uno sviluppo sostenibile, rafforzando al tempo stesso la competitività delle economie dei paesi situati in questa regione per far fronte all’attuale crisi economica mondiale, creare prospettive occupazionali e ridurre la disoccupazione;
—rafforzare le relazioni tra i paesi del Mediterraneo e trasformarli in canali di comunicazione tra l’UE, il Medio Oriente e l’Africa allo scopo di consolidare le condizioni propizie alla pace, al benessere e alla coesione regionale;
—elaborare una politica energetica ambiziosa che vada a beneficio sia dei paesi della regione che dell’UE – data la necessità per quest’ultima di assicurarsi fornitori di energia diversificati e di ridurre la sua dipendenza dalla Russia;
migliorare i collegamenti per un accesso rapido e senza ostacoli per merci, persone e servizi, con particolare attenzione per la circolazione in condizioni di sicurezza dei prodotti energetici;
— promuovere programmi che creino occupazione a vantaggio dei gruppi che richiedono particolare attenzione (donne, giovani, persone con esigenze specifiche, ecc.).
La macrostrategia per il Mediterraneo (suddivisa in due strategie subregionali, una per il Mediterraneo orientale e l’altra per quello occidentale) deve puntare a trasformare la regione in uno spazio veramente all’avanguardia in termini di scambi commerciali, turismo, civiltà, idee, innovazione, ricerca e istruzione, convertendola in una regione di pace ai fini dello sviluppo e della prosperità sociale.

Impregilo: intende giocare un ruolo chiave in questo processo di sviluppo, non solo attraverso la realizzazione di opere complesse in cui siamo specializzati,
ma anche attraverso la formazione delle nuove generazioni.

Significa costruire insieme il futuro della macroregione del Mediterraneo.
“Manca l’Europa e manca l’unione in questa Unione europea”.

Ammazzano per un pugno di dollari.
“finché ci sarà la guerra, nessun muro, nessuna barriera fermerà questa massa di rifugiati”.
Il momento più importante del secolo scorso è stato quando hanno abbattuto il muro… non dobbiamo ricordare questo secolo per aver ricostruito i muri e le barriere….
Dobbiamo fermare i traffici! E’ urgente ed indispensabile.
Possiamo dire NO! Dobbiamo ACCOGLIERLI ED ORGANIZZARCI!
Possiamo rifiutare chi fugge dalla guerra? Possiamo dire no ad un bimbo che piange, si dispera … … è solo?

Possiamo respingerlo, cacciarlo?

Non ha la Patria, la casa, una città … una famiglia! Ha perso tutto, … non ha nulla! Ha solo la speranza del futuro!
Possiamo dire no? Fargli perdere la voglia, la forza di sperare?
Dobbiamo accoglierli, questa Europa non è quella che vogliamo!

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ritiene che, nonostante la situazione particolarmente delicata e per il momento ancora confusa che regna nel Mediterraneo, esistano oggi i presupposti[1] per l’instaurarsi di un dialogo multilivello tra la Commissione europea, gli Stati membri, i paesi aderenti al partenariato euromediterraneo, gli enti regionali e locali, nonché la società civile organizzata, ai fini della creazione di una strategia per la macroregione del Mediterraneo (suddivisa in due unità), in grado di soddisfare le esigenze della regione rafforzandone la competitività a livello internazionale.

Il CESE riconosce che il bacino del Mediterraneo costituisce una regione particolarmente estesa, caratterizzata da situazioni diverse in termini economici, sociali, politici e culturali, e composta da paesi le cui strutture e infrastrutture sono anch’esse diverse (membri dell’UE, paesi terzi in via di adesione, paesi terzi aderenti al partenariato euromediterraneo); propone quindi di concepire due politiche subregionali (Mediterraneo orientale e occidentale) che cooperino in stretta interconnessione sia tra loro sia con la strategia subregionale per l’Adriatico e lo Ionio
Prospettive nel Mediterraneo

  1. suggerisce alla Commissione di coordinare un processo di riflessione e di concertazione per le strategie macroregionali future; ritiene che si tratti di individuare le zone prioritarie tenuto conto della mancanza di cooperazione o dell’esigenza di rafforzare la cooperazione esistente tra aree europee appartenenti a Stati membri diversi ma partecipi di uno stesso territorio; reputa che tale concertazione debba concludersi con l’elaborazione di una “mappa previsionale delle macroregioni europee”, frutto di un’ampia concertazione con le regioni e gli Stati membri interessati, che non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali;
  2. è del parere che le strategie macroregionali necessitino di un migliore allineamento dei finanziamenti, di un uso più efficiente delle risorse esistenti e di un coordinamento degli strumenti; ritiene che – sebbene tali strategie non abbiano bisogno né di nuovi finanziamenti, né di nuovi strumenti istituzionali, né di una nuova regolamentazione – tuttavia l’accompagnamento delle medesime giustifichi un sostegno con fondi europei sotto forma di stanziamenti per l’assistenza tecnica e di stanziamenti per la fase preliminare di valutazione e raccolta dati e per l’eventuale start-up, e ritiene altresì che la strategia macroregionale debba favorire i progetti strutturali tenendo conto del quadro finanziario pluriennale 2014-2020;
  3. invita la Commissione e il Consiglio a tenere conto delle strategie macroregionali dell’UE all’atto della decisione su talune dotazioni di bilancio, quali i fondi strutturali e di coesione, la ricerca e lo sviluppo e, in particolare, la cooperazione regionale;
  4. chiede l’introduzione di un percorso obbligatorio per i programmi operativi mirato alle rispettive priorità delle strategie macroregionali al fine di garantire il miglior coordinamento possibile degli obiettivi e dei mezzi;
  5. sostiene l’attuazione di una strategia macroregionale per il bacino del Mediterraneo al fine di offrire un piano d’azione volto ad affrontare le sfide comuni e le problematiche cui sono confrontati i p paesi e le regioni mediterranee e al fine di strutturare questo spazio essenziale per lo sviluppo e l’integrazione dell’Europa, e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire rapidamente in tal senso;
    Macroregioni:raccomandazione 331. 23a SESSIONE Strasburgo,18.10.012

Il Comitato economico e sociale europeo C.E.S.E. parere, stralcio

Obiettivi della macrostrategia per il Mediterraneo: rafforzare le relazioni tra i paesi del Mediterraneo e trasformarli in canali di comunicazione tra l’UE, il Medio Oriente e l’Africa allo scopo di consolidare le condizioni propizie alla pace, al benessere e alla coesione regionale;
La macrostrategia per il Mediterraneo (suddivisa in due strategie subregionali, una per il Mediterraneo orientale e l’altra per quello occidentale) deve puntare a trasformare la regione in uno spazio veramente all’avanguardia in termini di scambi commerciali, turismo, civiltà, idee, innovazione, ricerca e istruzione, convertendola in una regione di pace ai fini dello sviluppo e della prosperità sociale.

Lesfide che deve affrontare il Mediterraneo
Uno stralcio da un documento del CESE
Va segnalato che, dato il numero di programmi e di iniziative già concepiti a favore sia del Mediterraneo allargato (partenariato euromediterraneo, anche noto come processo di Barcellona) sia di regioni più specifiche come lo Ionio e l’Adriatico (cooperazione territoriale nel Mediterraneo tramite la macroregione dell’Adriatico e dello Ionio), la nuova macrostrategia dovrà abbracciare tutti i paesi del Mediterraneo, vale a dire gli Stati membri dell’UE (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Grecia, Cipro, Slovenia, Malta) e i paesi terzi (Croazia, Montenegro, Albania, Turchia, Libano, Siria, Palestina, Giordania, Israele, Egitto, Libia, Algeria, Tunisia e Marocco).

Prima, però, di descrivere il quadro di obiettivi e di politiche, occorre individuare le sfide che la regione deve affrontare.
In primo luogo il Mediterraneo, soprattutto quello orientale, presenta una grande importanza storica e accoglie sulle sue sponde alcuni Stati membri dell’UE, ma anche paesi terzi che presentano stadi diversi di sviluppo. A motivo di questa coabitazione, dell’attività economica e dell’intenso traffico di merci, persone e imbarcazioni che ospita da secoli, la regione del Mediterraneo è caratterizzata da flussi significativi dal punto di vista commerciale, ma anche umano, mentre le relazioni economiche tra i paesi della regione restano particolarmente limitate (per fare un esempio, mancano collegamenti aerei e marittimi diretti tra i paesi del Mediterraneo orientale). Non è privo di fondamento pensare che la cooperazione euromediterranea si limiti purtroppo alle relazioni tra i paesi del Mediterraneo meridionale e l’UE o a relazioni bilaterali tra tali paesi e determinati Stati membri.
La macrostrategia per il Mediterraneo (suddivisa in due strategie subregionali) deve inserirsi nel quadro della strategia Europa 2020, dei programmi esistenti e dei meccanismi di agevolazione finanziaria dell’UE[2], e ricorrere a iniziative europee come il programma Interact per la fornitura di assistenza tecnica e formazione[3]. Andrà però creata una nuova struttura per gestire e agevolare il funzionamento delle istituzioni. La strategia macroregionale dovrà far nascere nuovi approcci che costituiscano un vantaggio per i paesi coinvolti, con la prospettiva di misure pratiche e di politiche da poter applicare con successo.
La strategia per il Mediterraneo (orientale e occidentale) dovrà essere tracciata con l’ausilio di tutti gli strumenti esistenti e tener conto degli aspetti dell’approccio mediterraneo che riguardano le relazioni esterne. Dovrà essere incentrata su un coordinamento più efficace tra le azioni e le politiche della Commissione europea, da un lato, e degli Stati membri, delle regioni, degli enti locali e di altri organismi interessati, dall’altro, se si vuole che dia buoni risultati.

Dal momento che le macroregioni non presentano confini ben definiti, le questioni che esse sceglieranno di promuovere dovranno privilegiare le sfide riconosciute di comune accordo e i punti comuni che ne consentono la risoluzione, ed essere collegate anche con altre strategie macroregionali individuate dall’UE, mettendo in opera una combinazione ben definita di politiche e di azioni selezionate dai paesi partecipanti.

Misure necessarie per realizzare la nuova strategia

Nel contesto definito in precedenza, l’approccio della strategia macroregionale per il Mediterraneo dovrebbe comprendere più in particolare le misure che seguono.
Va creato un meccanismo appropriato di coordinamento-gestione per la realizzazione della strategia macroregionale che sia in grado di coordinare il gran numero di organismi europei e di enti locali coinvolti. Si propone di conseguenza di:affidare alla Commissione (e più precisamente alla DG REGIO, in collaborazione con il Servizio europeo per l’azione esterna) il coordinamento delle azioni della strategia macroregionale perché questa costituisca una politica ufficiale dell’UE;

creare due macrostrategie subregionali per il Mar Mediterraneo, una per il Mediterraneo orientale e l’altra per quello occidentale, a causa delle loro caratteristiche peculiari sul piano economico, sociale, geografico e culturale. Assieme alla strategia per l’Adriatico e lo Ionio, le due strategie subregionali copriranno l’intero bacino del Mediterraneo.

Si propone inoltre di prendere come modello di lavoro le strutture utilizzate nella strategia per l’Atlantico (DG MARE), vale a dire:

— Dobbiamo trovare le soluzioni:
la realizzazione delle macroregioni del Mediterraneo certamente può essere utile per affrontare meglio l’Esodo.
— E’ una strategia che segnerà la svolta ed è una sfida,
una grande opportunità di sviluppo, uno modo di operare e programmare, scegliere le priorità e preparare progetti.
E’ d’ importanza strategica perché sposterà il baricentro europeo verso il Sud… agire domani sarebbe già tardi!
Moro:”Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e nel Mediterraneo perché l’Europa intera è nel Mediterraneo”

Relazione del Parlamento europeo del 27 giugno 2012 sulla Evoluzione delle strategie macroregionali dell’UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo, commissione per lo Sviluppo regionale, relatore: François Alfonsi (A7-0219/2012).
Risoluzione del Parlamento europeo del 3 luglio 2012 sulla Evoluzione delle strategie macroregionali dell’UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo (2011/2179(INI)).
Regolamento (CE) n. 1638/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, recante disposizioni generali che istituiscono uno strumento europeo di vicinato e partenariato, GU L 310 del 9.11.2006, pag. 1.
http://www.interact-eu.net/about_us/about_interact/22/2911; http://www.interact-eu.net/ipvalencia/ipvalencia/117/619 (riguarda in modo specifico l’Antenna per il Mediterraneo di Valencia, Spagna).

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